Valle dei Calanchi

Teverina viterbese (VT) mobile-textmobiletext

Nel cuore della Teverina viterbese si estende uno dei paesaggi più surreali, fragili e straordinari d'Italia: la Valle dei Calanchi. Un paesaggio spettacolare che sembra appartenere più all’immaginazione che alla realtà, dominato dallo sperone isolato su cui sorge la celebre Civita di Bagnoregio – la Città che Muore.

A rendere unica questa valle sono, appunto, i calanchi: un susseguirsi di canyon con pareti d’argilla che sembrano onde pietrificate, maestose creste affilate come lame e intervallate da profondi burroni. Questa magnifica architettura naturale è un ambiente fragile e instabile, dove pioggia e vento scolpiscono continuamente il paesaggio, erodendolo quasi a vista d’occhio.

Il modo classico per ammirare la valle è dal Belvedere di Bagnoregio, da cui l'isola di Civita fluttua sopra un mare di calanchi. Da qui, il lungo ponte pedonale di 300m rappresenta l'unico cordone ombelicale che unisce il borgo al resto del mondo, offrendo una camminata sospesa nel vuoto ad altissimo impatto visivo.

Una vista meravigliosa sulla Valle dei Calanchi e Civita si gode pure da Lubriano, piccolo borgo medievale, che offre forse la vista più completa su tutta la valle. Dai suoi vicoli, piazzette e terrazze panoramiche si aprono scorci da cui Civita di profilo sembra quasi una nave di pietra in un oceano d'argilla.

Ed è così che questa meraviglia naturale viene normalmente ammirata – da lontano. Ma la Valle dei Calanchi è un'esperienza visiva ed emotiva che si capisce davvero solo quando ci si scende dentro, lungo percorsi escursionistici che scendono nel cuore della forra. Percorrendo i sentieri nel fondovalle emergono le due formazioni più imponenti: il Montione, un massiccio dalle forme quasi dolomitiche, e la Cattedrale, un enorme calanco bianco con guglie verticali che sembrano delle torri. Sono forme che cambiano nel giro di decenni — tornarci a distanza di anni significa trovare un paesaggio leggermente diverso.

Il momento migliore per venire è alle prime luci del mattino, quando la nebbia spesso riempie i fondovalle lasciando emergere solo le cime dei calanchi e il borgo di Civita, o al tramonto, quando l'argilla si tinge di sfumature calde e dorate. La primavera e l'autunno sono le stagioni ideali: temperature miti e luce ottima sui crinali. Le escursioni nella valle sono impegnative, soprattutto dopo la pioggia, quando il terreno argilloso diventa scivoloso. Scarpe da trekking, non da passeggio — e meglio avere con sé qualcuno che conosca bene i sentieri.

Se si scende a piedi nella valle invece di fermarsi al belvedere, la giornata prende tutt'altro spessore.

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