Carnevali della Tuscia: tre modi diversi di vivere il Carnevale
Quando si parla di Carnevale nella Tuscia, si pensa subito a Ronciglione: tra i più raccontati e conosciuti, anche oltre i confini regionali, non per niente Ronciglione è noto anche come il Paese del Carnevale.
Ma il Carnevale nella provincia di Viterbo non è un evento unico e uniforme. La Tuscia offre tanti modi diversi di vivere il Carnevale, spesso a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, adatti a gusti ed energie diverse. Da quelli più spettacolari, tra carri e mascherate, a quelli più raccolti, dove assaporare la partecipazione entusiasta dell’intera comunità.
In questo articolo, ne raccontiamo tre, diversi tra loro per dimensione, spirito e contesto: un punto di partenza per scegliere non ‘il migliore’, ma quello giusto per te e il tuo mood.
Carnevale Storico di Ronciglione: rito, tradizione e spettacolo.
Il Carnevale di Ronciglione ha una tradizione che affonda le radici in secoli di storia, ed è sentitissimo dalla comunità locale.
Il cuore del Carnevale è il Grandioso Corso di Gala, la grande sfilata di carri allegorici, maschere, gruppi e bande che percorre le vie del centro storico nelle tre domeniche principali della festa.
La manifestazione inizia ufficialmente con la Parata degli Ussari a cavallo il Giovedì Grasso: un corteo storico di cavalieri in uniformi ottocentesche che rievoca una lunga tradizione locale e apre la festa con un momento spettacolare. I festeggiamenti proseguono nel pomeriggio con il Gran Carnevale dei Bambini.
Il sabato è il turno del Carnevale Jotto, che si apre con la Soap Box Race (la stravagante parata di vetture senza motore), seguita da un pomeriggio gastronomico all’insegna di polenta, fagioli, trippa, porchetta, frittelle e fregnacce (tipiche crêpes arrotolate ripiene di zucchero, pecorino e cannella). Più tardi è il momento del Carnevale della Notte, dove gruppi di giovani e partecipanti si ritrovano dopo i momenti pomeridiani per proseguire la festa fino a notte fonda.
Segue il Lunedì dei Nasi Rossi. Centinaia di ronciglionesi indossano le spoglie del goliardico Naso Rosso: un personaggio grottesco con un enorme naso rosso, che indossa camicione bianco e berretto da notte, e invita gli spettatori a mangiare i maccheroni contenuti nel vaso da notte che portano con loro.
I festeggiamenti si concludono il Martedì Grasso, con un corteo funebre, testamento e fiaccolata ad accompagnare il rituale della ‘morte di Re Carnevale’, simbolizzato da un grosso pupazzo di cartapesta, innalzato in cielo a bordo di un coloratissimo globo aerostatico.
Per chi è indicato: Questo Carnevale è ideale per chi vuole immergersi fino in fondo in una festa che coinvolge un intero paese, dalla prima sfilata all’ultima notte, con o senza bambini. Per chi ama le tradizioni vissute davvero, le strade piene, i riti che si ripetono da generazioni e quell’energia collettiva che, anche solo per un giorno, ti fa sentire parte della comunità.
Carnevale di Civita Castellana: energia collettiva travolgente.
Conosciuto anche come Carnevale Storico Civitonico, questo carnevale è rinomato per la sua energia collettiva e per il coinvolgimento diretto della popolazione, tanto da aver dato alla città il soprannome di Città che balla.
Le sfilate di carri allegorici – vere e proprie opere d’arte in cartapesta – accompagnate da migliaia di figuranti in maschera, attraversano le vie del centro trasformando la città in una grande festa all’aperto. Qui il Carnevale non è pensato come uno spettacolo da osservare a distanza: è una celebrazione vissuta dall’interno, dove il confine tra chi sfila e chi assiste si assottiglia fino quasi a scomparire.
Il simbolo del Carnevale civitonico è ’O Puccio’, un grande pupazzo di cartapesta realizzato da artisti locali, che è la parodia di coloro che non partecipano alla festa popolare. Presentato ogni 17 gennaio all’inizio del periodo, accompagna tutto il carnevale fino al rogo finale del Martedì Grasso, un rito collettivo che segna simbolicamente la fine del Carnevale e l’ingresso nella Quaresima.
Il calendario del Carnevale si sviluppa su più appuntamenti: Sfilata di Gala dei Carri e dei Gruppi Mascherati nelle due domeniche di Carnevale, il Carnevale dei Bambini il Giovedì Grasso e la Festa di Chiusura il Martedì Grasso. Un insieme di eventi che rende questo Carnevale con un’energia più spontanea rispetto ad altri, e proprio per questo estremamente coinvolgente.
Per chi è indicato: Questo Carnevale è ideale per chi ama le feste popolari vissute in modo diretto, dove musica, movimento e partecipazione collettiva sono protagonisti. Perfetto se cerchi un Carnevale energico, spontaneo, con un forte simbolo identitario e un finale rituale che chiude davvero il periodo di festa.
Carnevale di Sutri: il fascino ironico e surreale del Martedì Grasso
Quello che rende speciale il Carnevale di Sutri non sono tanto le sfilate e i carri, quanto il rituale del Martedì Grasso: un momento insieme ironico e molto partecipato, che culmina con la cremazione di Re Carnevale, comunemente noto come ‘Povero Checco’.
Un corteo funebre ironico e chiassoso sfila per le vie del centro storico con il feretro del Re Carnevale, seguito da maschere di ogni genere, bande, canti e una forte teatralità. La processione arriva in piazza, dove il Re viene deposto e preparato per la cremazione.
Quando il rogo si accende, la piazza si stringe attorno al fuoco e la folla si anima con il saltarello, formando una lunga catena concentrica che gira e canta. Il ritmo cresce sempre più incalzante, la piazza diventa un grande ballo: un finale condiviso, quasi liberatorio, che chiude il Carnevale e rimanda all’anno successivo.
Per chi è indicato: Questo appuntamento è ideale per chi è curioso di scoprire un Carnevale più rituale e teatrale. Perfetto se ti incuriosiscono quei riti locali che si ha la sensazione di scoprire per caso: un po’ spiazzanti, molto autentici, e proprio per questo memorabili.
Guida pratica e sapori del Carnevale nella Tuscia
Le date e i programmi dei Carnevali variano di anno in anno: prima di organizzare una visita verifica gli aggiornamenti ufficiali, ed eventuali cambiamenti dovuti alle condizioni meteo.
Il Carnevale è anche il momento in cui nei ristoranti, pasticcerie e piazze della Tuscia compaiono i sapori più legati alla festa:
Frappe: fogli sottili di pasta dolce, fritti e poi spolverati con zucchero a velo
Castagnole: piccole palline di impasto morbido fritto e ricoperti con zucchero a velo
Zeppole: bocconcini di pasta choux (bignè) farciti con crema pasticcera, ricotta dolce o cioccolato
Muoversi tra un borgo e l’altro seguendo il calendario dei Carnevali può diventare anche un modo per assaggiarle lungo la strada.
Per organizzare il tuo percorso e scoprire dove fermarti durante il Carnevale, esplora la mappa interattiva di aTuttaTuscia.